Come fermare il tempo

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“Come fermare il tempo” ,per quanto mi riguarda, potrebbe averlo scritto davvero un uomo di 436 anni.  Anzi, Matt Haig, secondo me è un albatros, ovvero un uomo affetto dalla misteriosa e rara anageria ,una malattia per la quale si invecchia molto lentamente.

Questa è la terribile disfunzione che affligge Tom: nato in Francia, da genitori nobili, il 3 marzo 1581. fino a sedici anni  tutto normale, anzi cresce più rapidamente degli altri ragazzini, fino a che tutto si ferma all’improvviso, l’aspetto da fanciullo non svanisce, e dopo alcuni anni diventa troppo pericoloso per lui e la madre restare in Francia, dove i calvinisti sono perseguitati. In Inghilterra le cose vanno anche peggio, si sforzano di apparire normali ma  la gente li nota. Accusano la madre di stregoneria, perché solo un patto col diavolo può spiegare l’eterna giovinezza del figlio,  e la condannano a morte. Queste sono le premesse della sua lunga e avventurosa vita (che poteva essere approfondita molto di più eh).

Nella sua vita però irrompe Rose, il primo (e per molto tempo unico) amore della sua vita, con la quale avrà una figlia, Marion. Per un po’ le cose vanno bene, ma poi… l’inevitabile sopraggiunge e lui è costretto ad abbandonare le sue donne per far si che abbiano una vita normale. Da qui la discesa verso la depressione è ripidissima (e rapidissima), come ci si può aspettare da un uomo costretto a non creare affetti per non soffrire e a vedere tutti i conoscenti morire come mosche: rivedrà Rose solo per darle l’estremo addio scoprendo in quella occasione che Marion ha ereditato la disfunzione paterna. Ed è proprio questa la chiave di tutta la storia: la ricerca di quell’unica persona vivente importante per lui. La ricerca di Marion è la sua ragione di vita. E in effetti Tom la cerca, la cerca incessantemente fino a che viene trovato da Hendrich, un altro albatros: un albatros molto vecchio che lo invita ad entrare nella segretissima società da lui creata: protezione, documenti falsi e tutto il necessario per iniziare nuove vite ogni otto anni senza problemi. Ma, c’è ovviamente un ma grosso come una casa, in cambio ci sono alcuni piccoli favori da fare alla società: convincere altri albatros ad unirsi a loro e in caso non vogliano… ucciderli.

Ma Hendrich è molto convincente, un grande manipolatore, e con la solfa del “ti aiuterò a ritrovare Marion” tiene Tom in pugno per secoli. Fino a che l’entrata in scena di un’insegnante di francese cambia le carte in tavola. Pian piano Tom capisce di non aver vissuto davvero da quando ha perso Rose, e soprattutto a causa di quel , è proprio il caso di dirlo, vecchiaccio di Hendrich. Il finale ve lo evito, ma è deducibilissimo, un po’ scontato ma giustamente felice. Evviva i libri che finiscono benissimo.

Comunque qui il problema non è tanto il finale, quanto la velocità con la quale è stato raggiunto. Ad un certo punto Haig aveva una gran fretta, e si percepisce tutta, il che è rovina la magia lenta e fuori dal tempo del romanzo … ma forse gli albatros svalvolati di Hendrich gli stavano dando la caccia(questa rimarrà per me la motivazione più plausibile perché tra l’altro confermerebbe che l’autore stesso ha qualche centinaio di anni)!

voto: 8 perché è stata una bella immersione letteraria, ricca di citazioni, cenni storici e personaggioni alla Francis Scott Fitgerald, la pecca di questo libro sono le duecento pagine mancanti di cui alla fine si sente la mancanza.

p.s. capite da voi che 436 anni ci stanno strettini in 350 pagine.

CITAZIONI APPREZZATE DAL CAFFEGATTO

” Non c’è motivo per temere il cambiamento, o per accoglierlo necessariamente con gioia. Il cambiamento è la natura stessa della vita. E’ l’unica costante che io conosca.” pag. 85

“(…) Ed era quella la ben nota lezione del tempo. Tutto cambia e niente cambia” pag.121

“<<Qualche volta mi viene voglia di fermare il tempo. Ogni tanto, in un momento felice, vorrei che le campane delle chiese non suonassero mai più.  Non vorrei mai più dover tornare al mercato. Vorrei che gli storni smettessero di volare nel cielo… Ma siamo tutti in balìa del tempo. Siamo tutti corde, vero?>>” pag.159

“Le persone che ami non muoiono mai” pag. 313

“(…) Ma il punto è che non è possibile conoscere il futuro. Uno vede il telegiornale e si ritrova a pensare che il futuro è terrificante. Ma non si può mai esserne sicuri. E’ questo il problema del futuro. Non sai. Arrivato a un certo punto devi accettare di non sapere. Devi smetterla di sbirciare avanti e concentrarti sulla pagina che stai leggendo”

 

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