Figlie di una nuova era

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davFinalmente vi parlo di questo magnifico libro di Carmen Korn, primo di una trilogia tedesca di grande successo. Successo meritato? Direi di sì. Ma facciamo un passo indietro. Sotto la trama leggo “Quattro donne, un secolo di storia: Figlie di una nuova era è il primo capitolo di una nuova, avvincente trilogia tutta al femminile”.

Se gasa moltissimo le lettrici, questa frase leggermente fuorviante potrebbe scoraggiare i lettori. Non credo affatto sia un libro girlpower scritto e studiato per un pubblico di sole donne, anzi, credo piuttosto  che sia un romanzo pazzesco e appassionante che tesse un’intricata rete di personaggi maschili e femminili, ugualmente memorabili (dico un solo nome: Landman).

Il libro racconta le vicende di Henny, Käthe, Lina e Ida, quattro ragazze di Amburgo che iniziano la loro vita da adulte in un clima particolare, quello fra le due guerre. Siamo nel 1919 quando queste diversissime ragazze si ritrovano coinvolte in un groviglio di storie strettamente legate fra di loro. Come tutti i romanzi corali, pieni di personaggi principali, si fa inizialmente fatica ad entrare nella storia: tanti nomi, tante situazioni che possono sembrare “inutili”, ma non è così. In questo libro tutto acquista un senso pian piano. Gli episodi apparentemente scollegati fra loro culminano con l’avvento di Hitler e la Seconda Guerra Mondiale. Inutile avvertirvi che in un contesto simile l’ansia non mancherà (soprattutto nella seconda parte del libro, quando ormai sarete totalmente coinvolti e legati ai vari personaggi).  Un ottimo romanzo insomma. Scritto bene e misurato. Forse la Korn non ha approfondito certe parti e certi personaggi ma credo che il tutto sia una delicata struttura molto equilibrata. L’unica pecca? Ve la spiego alla fine per non spoilerare troppo.

TRAMA E LEGGERI SPOILER

Henny è la prima con cui entrerete in confidenza. Giovane, buona, introversa ma amichevole. Sua madre Else è di un’invadenza esorbitante eppure piano piano Henny acquisterà maggior controllo sulla sua vita. Vuole dedicarsi alla carriera di ostetrica insieme all’amica Käthe, sfrontata e  infervorata comunista.

Comunque Henny si invaghisce del bel dottor Theo Unger, e dovrebbero addirittura uscire insieme ma lui si perde in chiacchiere e bevute con il meraviglioso dottor Landman e la serata salta. Risultato? Henny sposerà il banale ma dolce Lud, di cui non sarà mai davvero innamorata, e con lui avrà rapidamente una figlia, Marike. La fatica di Henny sarà far funzionare la sua vita divisa tra lavoro e famiglia.

 “Io dico sempre alle mie allieve che non devono rinunciare al lavoro per i figli. Noi donne dobbiamo avere scelta, ma dobbiamo anche avere la possibilità di fare tutte e due le cose”

Lud ha una sorella, Lina. Un’insegnante dolce e progressista. I loro genitori sono morti di fame pur di sfamarli e il dolore lasciato è incolmabile. Fra tutte, Lina è forse la meno attiva del libro. La parte interessante del personaggio sta tutta nel fatto che si innamora della bella Louise con cui avrà una lunga, salda e sincera storia d’amore. A farle conoscere è Landman, loro carissimo amico e moderno sostenitore del loro amore.

Poi c’è Käthe, forse la mia preferita. Ha degli ideali, dei genitori a cui vi affezionerete terribilmente e l’amore della sua vita. Il bel Rudi: intelligente e vivace sinistroide, amante della poesia e innamorato perso di sua moglie. O come dice la Korn:

“Rudi. Comunista da salotto, romantico di sinistra, principe dei poeti” pag. 210

Si iscriverà al partito comunista  anche se in realtà si sentirà quasi costretto da Käthe  a farlo. Naturalmente in quegli anni non c’era spazio per la moderazione. Ahimè

Infine c’è Ida, la ricca e viziata figlia del signor Bunge. Dopo la morte della madre si ritrova promessa sposa ad un ricco banchiere che non ama (il padre la “vende” per salvarsi dai guai economici). Nel frattempo Ida, che ha un gran bisogno di evasione, entra in contatto con il lontano mondo dei cinesi di Amburgo e conosce Tian. Il loro potente amore deve lottare contro i pregiudizi, la vita agiata di lei, il nazismo e la lontananza (mentale e fisica). Ce la farà Ida a rinunciare ai suoi lussi e alle sue comodità per inseguire il vero amore?

E Theo Unger? Il bel medico che si era perso l’uscita con Henny? Si sposerà con Elisabeth, intraprendente donna lavoratrice. Ebrea.

SPOILERONI

Nel corso del romanzo, come vi dicevo all’inizio, le storie e i piccoli episodi accaduti nell’arco di vent’anni si legano in maniera impeccabile fino alle ultime pazzesche cento pagine nella quali non avrete tempo né di bere, né di mangiare o che so io.

Henny, dopo la morte di Lud si ritrova sposata ad un grandissimo deficiente filonazista, ha un altro figlio non propriamente desiderato e la sua amicizia con Käthe si complica a causa delle sue idee politiche. Idee che Käthe dovrà leggermente tenere a bada se non vuole perdere per sempre la possibilità di stare con il suo amato Rudi, che rischia la vita diverse volte nel corso del finale. Ida dopo aver perso i contatti con il suo amato Tian per anni decide di cercarlo. Lina e Louise ce la fanno. Ma come è possibile? Bo, ma ci riescono!

DUE CONSIDERAZIONI SUL FINALE

Mamma mia. Il finale lascia decisamente con il fiato sospeso. Dopo tre anni dalla fine della guerra  Käthe e sua madre sono ancora disperse (erano state arrestate per aver protetto un disertore). Rudi è sperduto in Russia a sgobbare in un campo di prigionia. Henny non prende in mano il suo matrimonio indecente, ma fortunatamente il filonazista si fa da parte  da solo (sensi di colpa per aver denunciato Käthe?). Ida e Tian vivono sereni con la loro piccola e Lina e Louise aprono una libreria in nome di Landman. Il libro si chiude con il tanto sperato ritorno di Käthe, ma …che ne sarà di Rudi?

Tornando alla pecca del libro, credo che l’unica nota stonata sia la leggerezza con l’autrice ha descritto il periodo.  La Seconda Guerra Mondiale è stata brutale, nessuno ne è uscito indenne eppure sembra che sui protagonisti di quest’opera ci sia una cappa protettiva. Insomma, davvero Lina e Louise, due lesbiche di cui una ebrea, ne escono sane e salve? Elisabeth, la moglie di Unger, sembra superare tranquillamente lo sterminio appena perpetuato dai nazisti. E Tian e Ida? Come diamine hanno fatto  a stare insieme e fare addirittura una bambina? Bombardano Amburgo e niente, “tutto apposto”.  Ecco, la pecca del libro è quella di essere troppo positivo.

Romanzo meraviglioso, scritto divinamente. Lo studio e la ricerca che ci sono dietro sono impeccabili eppure ho avuto l’impressione, una volta terminato, di essere stata al riparo da tutto… con tutte loro.

*con questo non dico che mi spiace che sia andato (tutto sommato) tutto bene, solo che mi pare leggermente irrealistico.

voto del Caffegatto : 9

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