I migliori libri del 2018

IMG_20181204_084322_822.jpgHo deciso di parlare del “meglio” di questo interminabile anno perché ne ho un gran bisogno. Questa annata mi ha tolto tanto e mi ha dato moltissimo. Dunque nel dubbio è sempre meglio mettere per iscritto quanto di più bello c’è stato.

I libri, quest’anno, non mi hanno assolutamente deluso, ognuno di essi mi ha trasmesso emozioni e ha stuzzicato la mia fantasia, nonostante la banalità di certe trame e la semplicità di certi personaggi. Ma alla fine io leggo perché mi piace dirigere filmoni mentali mentre assaporo storie scritte da altri, dunque difficilmente un libro non mi piace, al limite mi annoia. E soprattutto, io non finisco mai i libri che non mi piacciono.

Tranquilli, non ci voglio girare intorno, ecco i libri che mi sono piaciuti di più del 2018.

*non tutti  sono usciti quest’anno!

  • Il miniaturista di Jessie Burton. Uno dei libri più appassionanti letti nella mia vita, sempre sul filo del paranormale ma in equilibrio. Personaggi ben definiti, ricostruzione storica del 1600 impeccabile, ansia e mistero ben trasmessi. Ho ritrovato in parte le stesse emozioni in Gli amici silenziosi di Laura Purcell che però scivolava troppo frequentemente nel paranormale rendendo il tutto troppo “incredibile”. Tuttavia li consiglio entrambi. Atmosfere speciali.
  • Fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos. Di universi strampalati me ne intendo e questo è molto affascinante. Forse in una trasposizione animata del giapponesissimo studio Ghibli renderebbe molto di più e sono certa che nel giro di un paio d’anni arriverà. Per amarlo serve avere una buona fantasia, tutto qui. I personaggi sono molto semplici ma comunque apprezzabili. L’ho letto mesi e mesi fa ma la voglia di leggere il seguito non passa… quindi su di me ha fatto colpo!
  • La misura di tutto di Camilla Ronzullo, Zelda was a writer. Di questo libro tutto è piacevole, la veste grafica, la mente della protagonista e le riflessioni dell’autrice. Le storie on the road mi hanno sempre fatto sognare,  forse perché le percepisco in movimento costante verso un’infinità di possibilità.
  • Storia di Ásta di Stefànsson. Talmente intenso da far male. Scritto in modo sublime, da uno scrittore con la S maiuscola. Si tratta di un romanzo crudo e complesso, non tanto per la forma narrativa quanto per gli argomenti e la maniera con cui vengono trattati.
  • Figlie di una nuova era di Carmen Korn. Di questo librone ho amato tutto. Ogni particolare, ogni vicenda storica, ogni personaggio. Esatto, ogni personaggio è approfondito e reale, tanto che quando ho finito di leggerlo mi sono mancati tutti. Essendo ambientato alle soglie della Seconda Guerra mondiale trasmette quella leggera ansia che vi sibilerà in testa “prima o poi capita qualcosa di tremendo, Hitler sta arrivando” per tutto il libro. La Korn è stata un’abile tessitrice in grado di intrecciare una storia emozionante e al  tempo stesso incredibilmente delicata.
  • L’incubo di Hill House di Shirley Jackson (il gatto in fissa: Shirley Jacson). Ecco un bel libro horror per ricordarci che i libri non trasmettono soltanto emozioni gentili ma anche il PANICO. Scritto magistralmente, terrore ben dosato e ,soprattutto, non noioso e prolisso come i libri di King. Non odiatemi ma Stephen non fa per me. La Jackson sì, eccome.
  • Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman. Questo potrebbe benissimo essere definito un romanzo leggero. Ma è solo una maschera. Questo, amici, è un gran bel libro. Parla di solitudine, di gentilezza e di riscossa. Parla di traumi silenziosi che non smettono di tormentare e di come con l’aiuto di qualcuno essi possano definitivamente farsi da parte e lasciar vivere.
  • L’educazione di Tara Westover. Anche se l’ho letto moltissimi mesi fa non è ancora scomparsa quella leggera malinconia che trapela dalle pagine.  Non ho ancora capito cosa può spingere dei genitori a crescere i propri figli nella paura di tutto e all’ombra di tutto, nascosti, isolati ed emarginati. So soltanto che questo libro trasporta in un universo reale, in un contesto non così unico e raro come potrebbe sembrare e che ci ricorda quanto quello che abbiamo oggi, scuola eccetera, non sia poco.
  • La mia cosa preferita sono i mostri di Emil Ferris. Questo fumetto/coso pieno di cose/ album di scarabocchi/graphic novel è una delle cose più belle mai viste. Ma come diamine ha fatto la Ferris a inventare una cosa simile? Come? Genio. Disegni pazzeschi, confusionari ma comprensibili. Trama assurdamente sensata. Vi avverto che ci metterete del tempo a leggerlo e gustarlo tutto.
  • Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie.  Qui la domanda è perché non ho iniziato prima a leggere i suoi capolavori. TOP.

Ecco i miei dieci libri preferiti del 2018. Ce ne sono altri che mi hanno ammaliata ma per qualche motivo questi lo hanno fatto di più. Sono curiosa di conoscere i vostri preferiti !

Che cosa aggiungere? Buone feste e che il 2019 ce ne porti tanti altri! Di libri.

 

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