La sirena e Mrs Hanconck

IMG_20190228_195916_758La copertina è magnetica, così come il titolo. Sento la parola sirena ed è subito magia, folclore, mari del nord e spuma. Ma sarà forse una sensazione sbagliata?

Siamo nel 1785, Londra. Il protagonista è il goffo e bruttarello mercante di oggetti stravaganti e rari, Mr Hancock. Un uomo che dalla vita ha già visto strappare via tutto. Sua moglie è morta di parto, e anche il suo bambino non ce l’ha fatta. Sua sorella è un’arcigna rompiscatole che lo umilia in continuazione. Eppure lui ha sempre lavorato sodo: ha la bellezza di tre navi, una casa e una domestica, e inoltre si occupa di Suki, sua nipote di quattordici anni. La sua vita scorre tranquilla fino a che il capitano di una delle sue tre navi, di cui non aveva notizie da parecchio tempo, fa ritorno, raccontando a Hancock che non ha più la nave poiché ha dovuto venderla. Ma come avrà usato tutti quei soldi? Beh, per acquistare una sirena!

Non si tratta di una bella fanciulla, viva, con le pinne, ma di un cucciolo, con le zanne affilate e completamente mummificato. Mr Hancock non apprezza affatto, anzi, è infuriato! Non sa cosa farsene e forse l’unico modo per recuperare il denaro è metterla in esposizione. Sarà la proprietaria di un lussuosissimo bordello a esporlo al meglio, dando addirittura una grande festa per inaugurare l’arrivo della… creatura.

Qui arriva Angelica Neal, una meravigliosa e biondissima meretrice che è tornata in città dopo la morte del duca con cui viveva da alcuni anni. Mrs Chappel, la proprietaria del bordello che accoglierà la sirena, la invita a ritornare a lavorare per lei. Le due donne raggiungono un accordo per cui Angelica ritornerà ma come… free-lance.

Durante la grande festa in cui la sirena fa da ospite d’onore, Angelica Neal deve intrattenere proprio Mr Hancock il quale, sebbene sia attratto dalla donna, fugge via in preda al panico. Non si aspettava gli spettacoli sconvenienti a cui ha assistito! Niente, lui è furibondo e arcistufo di quella creatura rinsecchita, per cui la ritira dal bordello e la rivende, mettendo su una bella fortuna. Fine.

Sembrerebbe la fine, e invece la trama prende una piega inattesa: Mr Hancock dopo settimane e settimane si ricorda improvvisamente di Angelica e vorrebbe passare del tempo con lei. Lei però ora ha altro per la testa, un giovane senza arte né parte di cui si è invaghita e che le proibisce di tornare a fare il suo vecchio mestiere, per cui manda via il goffo Hancock con la promessa che se lui le ritroverà un’altra sirena lei si concederà.

CONSIDERAZIONI

La prima cosa che ho capito leggendo questo libro è che la sua autrice è una scrittrice a tutto tondo, ama i libri, ama scrivere, ama DEscrivere.

Inizialmente, però, non capivo la scelta di suddividere il romanzo in tre libri.

Si tratta in effetti di tre testi che nascondono una determinante suddivisione narrativa, il che li rende a tutti gli effetti tre libri distinti. Il primo, ad esempio, è un’affascinante viaggio nelle stramberie della Londra georgiana, si presenta come romantico e fiabesco. Da dove arriva la creatura mummificata? Che ne sarà dei sogni di Angelica? Mr Hancock troverà un briciolo di felicità? Risposte che non sono destinate ad arrivare, in quanto l’autrice cambia direzione e le domande si moltiplicano.

La scrittura di Imogen è estremamente densa e descrittiva, talmente ricca di dettagli e dialoghi intensi da trasportare direttamente all’interno dell’opera, fra piume di struzzo, pasticcini e lenzuola. Eppure è una storia disperata, fatta di una stressante e imperterrita ricerca del di più che rovina le cose. L’autrice racconta un mondo in cui le donne non hanno prospettive se non quella di lavorare in un bordello in cui perlomeno stanno al sicuro dai balordi e dalla fame, e in cui gli uomini sono inetti disagiati. Non ci gira intorno, quando la scrittrice vuole farti provare schifo lo fa (quindi è brava).

Ho trovato però l’evoluzione dei personaggi (così ben caratterizzati inizialmente) assurda. Dal secondo al terzo libro sembra  di leggere un romanzo completamente diverso (una sorta de gli amici silenziosi) facendomi così ricredere sui tanti episodi che credevo avrebbero avuto un certo peso sull’esito del romanzo. Troppe piccole situazione che sebbene durino per decine e decine di pagine non sono decisive per l’esito del libro. Sicuramente trapela il grande amore per la scrittura dell’autrice, il suo essere volutamente e riccamente prolissa è piacevole ma di tanto in tanto sfinente.

Dunque, secondo me è un libro impeccabile dal punto di vista della scrittura ma un po’ insensato per quanto riguarda la trama. Troppi cambi di rotta.

VOTO: meriterebbe un 9 abbondante, ma mi ha lasciato troppe perplessità, per cui si becca un 8

CITAZIONI (ne offre una marea)

“Le donne sono convinte che l’unico potere che hanno sia quello di farsi a pezzi a vicenda” pag. 45

“E poi si rende conto di una cosa, non è ancora troppo tardi. (…) E’ tutto davanti a me. Per tutto questo tempo non ha fatto altro che aspettarmi“. pag. 332

“Angelica conosce le donne e il loro modo di accentrare il potere. Sa anche che una donna dotata di perfetto controllo sul proprio destino non è mai sgarbata” pag.316

“Perchè la classe a cui apparteniamo è una specie di bolla, una membrana che ci circonda: e possiamo crescere al suo interno, sentirci costretti dalle dimensioni, e tuttavia è impossibile liberarsene. E un aristocratico rimarrà sempre tale nello spirito, non importa se e quanto cadrà in basso; e un uomo di umili origini rimarrà sempre tale nello spirito, non importa se e quanto in alto riuscirà a salire.” pag. 158

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