La verità sul caso Harry Quebert

La-verità-sul-caso-Harry-Quebert.jpg

Arrivo in ritardo ma come sempre trovo un posticino in prima fila, e ho anche i pop corn…

Prima di iniziare la serie non mi ero preparata, ovvero non avevo letto il best seller del 2012 di Joël Dicker ma sapevo che ci sarebbe stato Patrick Dempsey (come si fa a non chiamarlo dottor Stranamore?) e soprattutto conoscevo il nome del regista francese che avrebbe diretto la miniserie : Jean-Jacques Annaud (il Regista de Il nome della rosa e Sette anni in Tibet per intenderci- notato la R maiuscola?). La trama però non la conoscevo ancora.

Siamo nel 2008, Marcus Goldman è un giovane e talentuoso scrittore che ha esaurito l’ispirazione, motivo per cui si rifugia dal suo ex insegnante – e mentore- Harry Quebert, anche lui è un famoso scrittore la cui carriera ha avuto un picco trent’anni prima con la pubblicazione del romanzo epistolare Le origini del male.

Nel giardino della tenuta di Gloose Cove (dove vive Harry) vengono ritrovati i resti di una ragazza di quindici anni scomparsa nel 1975, Nola Kellergan (Kristine Froseth), sepolta con una copia del manoscritto del romanzo di Quebert, con tanto di dedica: questa è la prova incriminante che porterà Harry in carcere e costringerà Marcus  a iniziare un’indagine personale per scagionare il suo maestro di vita.

La serie è scandita da diversi salti temporali: andiamo nel 1975 dove ripercorriamo la nascita dell’amore proibito fra Harry e Nola, saltiamo nel 2002 dove scopriamo come si sono conosciuti i due scrittori e poi torniamo al presente, dove tra le infinite ma mai esaurienti rivelazioni dei cittadini di Sommerdale, Marcus deve vedersela con il suo editore (Ron Perlman) che vuole un best seller e lo vuole subito.  Al giovane Goldman non resta che promettere di scrivere un libro sul caso Harry Quebert, dove svelerà appunto tutta la verità.

Come in un qualsiasi buon giallo che si rispetti lo spettatore non può che tentare di risolvere il mistero insieme a Marcus e al sergente Gahalowood, sparando colpevoli a caso e considerando le peggiori opzioni… e se fossero coinvolte più persone? E se fosse stato proprio Harry?

Nel corso delle puntate sbucano nuove piste e i vari tasselli iniziano a incastrarsi: la giovane Nola non è l’angelo che sembrava quando ballava sotto la pioggia, anzi è una ragazza misteriosa i cui lividi sulla schiena raccontano indicibili abusi. E poi c’è il ricco Elija Stern, il proprietario di Gloose Cove, nonché mecenate di Harry e datore di lavoro dello sfigurato e inquietante Luther Caleb (l’autista e artista amante delle bionde).

E poi, ancora, i poliziotti della città e Jenny, la proprietaria della tavola calda, da sempre invaghita di Quebert, e tanti altri ancora. Tutti testimoni di un’intricato e appassionante delitto da risolvere.

Devo confessare che qualche rivelazione l’ho dedotta con facilità, merito (o colpa) delle strategie della regia. Annaud è un professionista e per questa mini serie ha scelto un clima narrativo lento ma mai noioso, ricco di dialoghi naturali e credibili, inquadrature vecchio stile (zoom sul viso che in qualsiasi altro caso avrebbero fatto subito telenovelas mentre qui erano di classe) e location incantevoli con scorci ambientali suggestivi che ricordano altri capolavori del regista.  Gli attori sono stati tutti impeccabili, azzeccati per i propri personaggi, stereotipati quanto necessario.

 

Il finale lascia a bocca aperta nonostante la sua assurdità e risponde a quasi tutte le domande che ci si è posti durante le dieci puntante (chi ha ucciso Nola e la signora Cooper? Chi ha mandato biglietti minatori a Harry dopo la scomparsa della sua amante? Chi ha tentato di spaventare Marcus? Chi è il piromane? Cosa centra Caleb? QUANTO E’ PSYCHO NOLA?) E in effetti questa storia non può non piacere, è ricca di elementi narrativi estremamente appassionanti; abbiamo l’amore proibito (che ci ricorda un po’ Lolita), abbiamo il mistero, abbiamo l’apparentemente calma cittadina di mare con i suoi ritmi abituali e i suoi segreti, abbiamo la fede di Marcus nei riguardi del suo mentore e tanto altro (abusi, esorcismi, gabbiani, corruzione, tentazioni e ambiguità varie).

Ci sono così tanti elementi decisivi e intriganti da non lasciare spazio alla noia, lo spettatore non si annoia mai! Si capisce che mi ha appassionato?!

voto: 9

*…pop corn finiti

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...