Le signore in nero

IMG_20190617_082352_940.jpgLe signore in nero (Garzanti) è un romanzo del 1993, scritto da Madeleine St. John, l’unica donna australiana ad essere stata candidata al Man Booker Prize. Si tratta di un libricino frizzante che intrattiene con leggerezza e intelligenza. La delicatezza con cui vengono raccontate le storie delle quattro protagoniste (e non solo) è impeccabile. Lo stile è semplice ma elegante, svelto e mai noioso. É un romanzo rosa, ma non nel senso Harmony del termine, è rosa come un bel rossetto, o come la gioia che si prova quando si esce da un negozio con una borsa piena di regali per noi stesse.

Dal libro è anche stato tratto un film, Ladies in Black, uscito nel 2018 e diretto da Bruce Beresford (quello di A spasso con Daisy).

MV5BZDU0MzllNWQtY2Y3Zi00MDk2LTg0YzMtYWFjYjNiOTNlMWRjXkEyXkFqcGdeQXVyMTMxODk2OTU@._V1_.jpgSidney, 1950. I magazzini Goode’s sono i più grandi e très chic della città. Nei reparti si respira buon gusto, modernità e voglia di un mondo nuovo. Proprio ai grandi magazzini lavorano quattro donne completamente diverse fra di loro, in comune hanno solo l’insopportabile stato di stallo in cui la vita le ha arenate, o meglio, in cui loro stesse si sono arenate.

Patty è formidabile sul lavoro, quando indossa la divisa, un semplice e sobrio vestito nero, diventa un’impeccabile e preparata commessa. Ma quando torna a casa la accoglie il silenzio sordo di un matrimonio alla frutta. Suo marito Frank non la sfiora, non la bacia, non la fa sentire donna da troppo tempo. La famiglia di Patty lo definisce un idiota, sì in effetti Frank non ha un Q.I. formidabile, ma piano piano si capisce che è molto più infelice che stupido. I suoi colleghi vantano figli che lui non ha e la mancanza della realizzazione familiare intristisce anche Patty.

Fay è una bella donna ma non riesce a trovare un uomo per bene. Continua ad uscire e a sperare di vedere un anello scintillare all’anulare ma sembra che i giovani australiani da lei vogliano una cosa sola. Siamo negli anni ’50, la società non riesce ancora ad accettare una donna che vive da sola, figuriamoci una che non si sposa.

Lisa, il cui vero nome è Lezley, è uno scricciolo appena diplomato che vorrebbe continuare a studiare. La madre, invece, la vorrebbe tenere sotto una campana di vetro ma ben presto dovrà accettare che la sua bimba è cresciuta e che la sua vera vita sta iniziando. Il papà di Lisa non vuole che lei vada all’università, cosa ne sarebbe di lei? In attesa dei risultati degli esami, che le diranno se ha ottenuto o meno la borsa di studio necessaria per studiare, si unisce allo staff di Goode’s dove fra una poesia e l’altra, Anna Karenina, e una nuova acconciatura, crescerà parecchio.

Infine c’è Magda, slovena, bellissima, desiderosa di realizzare il suo sogno (una boutique tutta sua) e vivere al meglio.

“Magda aveva un rapporto estremamente soddisfacente con Dio. Si capivano alla perfezione e questa comprensione era alla base del suo successo nell’arte di vivere.”

Le cene a casa sua, sempre accompagnate dalle intelligenti chiacchiere del marito Stefan, faranno da sfondo per l’evoluzione di tutta la storia. Spronerà Lisa a vivere davvero, sarà il Cupido di Fay, osserverà con distaccata curiosità le donne intorno a lei. Donne che vogliono di più dalla vita e che cercano il loro posto nel mondo. Gli uomini vengono descritti come bambini che fanno una gran fatica a capire cosa vogliono davvero ma non sono poi così tremendi. Stefan è avanti anni luce per la mentalità dell’epoca, è moderno e gentile oltre che colto e pacato. Frank ha bisogno di un terapista ma il finale lascia speranza per gli uomini perennemente insoddisfatti come lui, e Rudi (un giovane amico europeo di Magda e Stefan) ha le idee chiare, sa cosa vuole e non gli manca la sensibilità necessaria per tenerselo.

Insomma, questo libricino (meno di duecento pagine estremamente scorrevoli) è un piccolo tuffo in un mondo di metri da sarta, sogni e cioccolatini.

voto: 8

 

 

 

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